TAEKWONDO Significato

COSA E’ IL TAEKWONDO

Il Taekwondo, sport olimpico da Sidney 2000, è un’arte marziale millenaria di origine coreana e praticata ormai in tutto il mondo, che si basa su tecniche di calci e pugni combinate. Il nome deriva dall’unione di tre termini: Tae, che vuol dire “colpire o parare con il piede”, ovvero “calciare”, K’won, che significa “pugno”, o “colpire o parare con la mano” e Do, “arte” o “via”. Tutto insieme dà il significato di “arte dei calci e dei pugni”.
La principale caratteristica del Taekwondo è che esso consiste in uno sport da combattimento libero in cui vengono usate mani e piedi per respingere un avversario: tutte le sue attività si basano sullo spirito difensivo, dal momento che il Taekwondo, come la maggior parte delle arti marziali, si è sviluppato come difesa contro gli attacchi dei nemici.
Il Taekwondo è costituito da 4 discipline distinte, ma non separate: le forme, il combattimento, la difesa personale e la prova di rottura.
Una forma consiste in una sequenza di movimenti e tecniche prestabilite contro una serie di avversari immaginari (i “kata” per il Karate), alla cui origine vi sono le componenti della filosofia orientale: il cielo e la terra, l’acqua e il fuoco, la montagna e il lago, il tuono e il vento (filosofia “Yin-Yang”), e della storia coreana.
Il combattimento si svolge tra due contendenti, il blu e il rosso, che si sfidano su una distanza temporale di tre round da due minuti l’uno con tecniche di calci e pugni – non sono consentite prese – alla parte anteriore del corpo sopra la cintura; sono vietati i pugni al viso. I combattenti sono coperti da protezioni: caschetto per la testa, corazza per il tronco, conchiglia per i genitali, paraavambraccia, paratibia e guantini. Per tale motivo, anche se il combattimento è a contatto pieno, il Taekwondo non può essere considerato uno sport pericoloso. La vittoria si ottiene generalmente ai punti (chi dopo i tre round ne ha ottenuti di più) o per KO dell’avversario, oppure, dalla fine del 2° round in poi se si raggiunge un vantaggio di almeno 12 punti.
La difesa personale è alla base delle tecniche di tutte le arti marziali e di conseguenza anche del Taekwondo; il principio di base è quello di difendere sé stessi il più velocemente possibile e senza rischi inutili, utilizzando metodi più semplici che possono essere molto dannosi e pericolosi per l’avversario, oppure metodi più complessi che, sfruttando la forza e la velocità dell’opponente lo neutralizzano senza fargli realmente male e senza dover usare la forza.
La parte più spettacolare del Taekwondo è forse la prova di rottura che consiste nel rompere tavolette poste a differenti altezze o distanze usando una combinazione di tecniche e di salti a quote prodigiose.
Il Taekwondo, quindi, oltre ad essere un ottimo metodo di autodifesa, permette al praticante di ottenere un miglioramento dei riflessi, un’ottima coordinazione, uno sviluppo armonico, sicurezza, velocità, concentrazione e autodisciplina. Consente di aumentare la velocità di reazione di fronte ad imprevisti e di ridurre la stanchezza, tensione e nervosismo.
Studi di medicina dello sport hanno dimostrato che l’allenamento costante ha anche una funzione preventiva riguardo l’insorgere di disturbi cardiovascolari ed agisce positivamente su cuore, sistema nervoso, e tessuti, riducendo il livello di grassi pericolosi nel sangue.
Oltre naturalmente ai successi sportivi ed ai benefici psicologici che un praticante può ottenere, il Taekwondo è anche un ottimo rimedio per la timidezza, essendo un momento di aggregazione per grandi e bambini, nonché per l’eccessiva esuberanza che viene “scaricata” all’interno della palestra.
La cosa più importante che riguarda il Taekwondo è che esso, pur essendo un’arte di difesa di enorme efficacia, conferisce comunque al praticante un notevole buon senso, dandogli la possibilità di fronteggiare tranquillamente qualsiasi avversario, ma allo stesso tempo impedendogli aggressioni sleali, o un inutile uso della forza, dato che il suo codice etico si basa sulle virtù della modestia e della generosità, che, a loro volta, derivano fondamentalmente dalla sicurezza di sé stessi.
Il Taekwondo a Caserta si pratica al centro sportivo “Benefit Club” di via Marconi, affiliata alla FITA Federazione Italiana Taekwondo, a sua volta membro della WTF, WORLD TAEKWONDO FEDERATION. L’insegnante tecnico è il Maestro Nicola Fusco, Cintura Nera 5 ° Dan.

STORIA DEL TAEKWONDO

Per natura, l’uomo ha l’istinto di preservare la sua vita e la sua razza, e perciò si impegna sempre in attività fisiche sia consciamente che inconsapevolmente. L’uomo non può fare a meno degli esercizi fisici e cresce e si sviluppa su di loro, in ogni tempo e luogo. I popoli antichi non avevano altri mezzi che le mani nude e i loro corpi per difendersi; per tale motivo essi svilupparono in modo naturale le tecniche di difesa a mani nude.
Anche in tempi in cui vennero sviluppate le armi come mezzi di difesa o di offesa, gli uomini continuarono a praticare le tecniche di combattimento a mani nude allo scopo di sviluppare la forza fisica e di mettersi in mostra nei combattimenti durante i rituali delle comunità tribali.
Nella storia antica della penisola Coreana, esistevano tre tribù che vi dimoravano, ognuna che praticava gare di arti marziali tra guerrieri durante le stagioni rituali.
In quel tempo gli uomini imparavano le tecniche dalle loro esperienze di combattimento contro le bestie, i cui movimenti di difesa e di attacco diventavano anche oggetto di analisi. Si crede che questo fu esattamente il vero fondamento del Taekwondo moderno, il cui nome discende da “subak”, “taekkyon”, “takkyon” e così via.
Più tardi, nell’ultima parte dell’età antica, nella penisola di Corea furono creati tre regni, sempre in concorrenza tra loro per la supremazia. Erano Koguryo, Paekje e Silla, tutti dediti alla crescita della forza della nazione attraverso guerrieri allenati. Pertanto la storia coreana narra che esistevano personalità militari tra i famosi leader nazionali dei tre regni, il che prova la tendenza militare della gerarchia regnante.
Di conseguenza venivano organizzati gruppi di giovani guerrieri, quali “hwarangdo” a Silla e “chouisonin” a Koguryo, che adottavano entrambi l’allenamento nelle arti marziali come un’importante materia da apprendere. Un celebre libro di arti marziali di quei giorni, chiamato “muyedobo-tongji” recitava: “il Subak (l’arte della lotta con le mani) è la base dell’arte marziale, consentendo di sviluppare la forza attraverso l’uso libero di mani e piedi e l’allenamento di braccia, gambe e corpo per renderli adattabili ad ogni situazione critica”, il che significa che una prima forma di Taekwondo era già diffusa a quei tempi. Perciò, si può facilmente assumere che il Taekwondo ebbe origine dai giorni delle comunità tribali nella penisola Coreana.
Silla fu un regno fondato nel 57 A.C. nella parte sud-orientale della Corea e Koguryo nel 37 A.C. a nord lungo il fiume Yalu; entrambi fecero grossi sforzi per allevare i loro giovani come forti guerrieri chiamati rispettivamente “hwarang” e “sonbae”; sicuramente con il Taekwondo come uno delle principali materie di educazione fisica.
Koguryo fu fondato nella parte nord della Corea, circondato dalle ostili tribù Cinesi al nord. Perciò nello stadio iniziale della sua fondazione nazionale, il regno organizzò un gruppo di forti guerrieri chiamati “sonbae” nel tentativo di consolidare il potere centralizzato. Secondo gli studiosi di storia, con la parola “sonbae” si intende un uomo di virtù che non indietreggia mai di fronte ad un combattimento, cioè, un membro dei gruppi di guerrieri. Più tardi un libro di storia sulla vecchia dinastia Chosun descriveva la vita nei giorni di Koguryo, dicendo: “La gente si radunava il 10 marzo ogni anno in un luogo rituale, dove si praticavano la danza delle spade, tiro con l’arco, gare di subak (taekyon) e così via”, ciò implica che il subak (Taekwondo) era uno degli eventi popolari per i rituali nei giorni di Koguryo. Si dice anche che “i sonbae vivevano in gruppi, imparando la storia e le arti letterarie a casa e uscivano a costruire strade e fortezze per la società, dedicando sempre se stessi alla nazione.”

Perciò è, nel complesso, naturale che Koguryo diede la priorità di interesse al taekkyon che fu la base delle arti marziali, come dimostrano i disegni trovati sulle mura delle rovine delle tombe reali Muyong-chong e Kakchu-chong costruite in tale dinastia e che ritraggono scene di pratica del Taekwondo. Le due tombe furono scoperte nel 1935 da un gruppo di archeologi; sul soffitto di Muyong-chong si scorgeva un dipinto che rappresentava due uomini che si affrontavano con tecniche di taekkyon (Taekwondo), mentre i disegni murali di Kakchu-chong ritraggono la scena di un incontro di lotta libera coreana, distinguendola chiaramente dal taekkyon.


disegni murali di Kakchu-chong

Riferendosi al dipinto di Muyong-chong, Tatashi Saito, uno storico Giapponese, nel suo “Studio della Cultura nell’Antica Corea”, afferma: “Il dipinto o ci mostra che la persona sepolta nella tomba praticava il Taekkyon quando era vivo, oppure ci dice che lo praticava la gente insieme alla danza e al canto, allo scopo di consolare l’anima del morto” cioè che si celebrassero i riti funerari con danze e arti marziali. La costruzione delle due tombe ebbe luogo tra il 3 e il 427 D.C., durante la dinastia Koguryo, il che significa che durante tale periodo il Taekwondo (o meglio, un suo antenato) era già praticato.


dipinto della tomba reale di Muyong-chong

A questo proposito, ritornando alle origini del Taekwondo, sono necessarie ulteriori precisazioni, in quanto molti ritengono che il Taekwondo derivi seppur indirettamente dal Kung Fu cinese o, quanto meno, dal Karate giapponese. Pur non potendo negare le evidenti similarità con quest’ultimo, e l’influenza che ha avuto durante la dominazione giapponese della Corea, bisogna puntualizzare che secondo un documento cinese, il Kung Fu si ritiene essere iniziato come una specie di esercizio fisico quando il Bodhi Dharma lo insegnò ai monaci del Tempio di Shaolin nella Contea di Tungpung, Provincia di Honan in Cina. Il Bodhi Dharma, grande maestro buddista indiano di Zen, arrivò in Cina nel 520 D.C. e passò nove anni al Tempio Shaolin dove introdusse l’arte della difesa personale. In tal senso, se ricordiamo che i disegni di Taekwondo sui muri delle antiche tombe della dinastia Koguryo sono attribuiti al periodo che va dal 3 al 427 D.C., non è corretto affermare che il Taekwondo coreano derivi dal Kung Fu cinese.
Non esiste alcun documento, invece, che indichi le origini certe del Karate; esistono in effetti due teorie: la prima narra di un Cinese di nome Chen Yuanpin, che visse nell’ultimo periodo della dinastia Ming, il quale, naturalizzato Giapponese, insegnò il Kung Fu al popolo nipponico; per tale motivo, essendosi le arti marziali in Corea sviluppate prima di quelle cinesi, non si può far derivare il Taekwondo dal Karate. L’altra afferma che il Karate è una forma aggiornata dell’antico “Okinawate”, arte di difesa originaria di Okinawa; tuttavia neanche per l’Okinawate è stabilito un inizio certo: l’unico documento a cui ci si può rifare è “Il Rapporto Storico di Chosun (altro nome della dinastia Yi)”, che racconta delle frequenti visite da parte degli inviati dall’Isola di Ryukyu (Okinawa) per portare tributi ai Re di Chosun. In quel periodo il Soobak era molto popolare tra la gente e non è improbabile che gli inviati di Okinawa lo impararono e lo introdussero in patria. Congettura non assurda se si pensa che il “Nul”, l’altalena in bilico coreana, fu anch’essa importata ad Okinawa. Sotto questo punto di vista si può concludere che il Karate giapponese è esso stesso una derivazione del Taekyon o del Soobak, antenati del Taekwondo.

Il Regno di Silla fu fondato nella parte sud-orientale della penisola di Corea senza nessuna immediata minaccia dall’esterno, ma con la nascita del Regno di Paekje sul suo fianco occidentale e l’inizio dell’invasione da parte di Koguryo dal nord, Silla fu costretto ad armarsi con lo sviluppo delle arti marziali.
Infatti “hwarangdo” è il tipico esempio di arti marziali di Silla, che è un’assimilazione del sistema “sonbae” di Koguryo. I membri del gruppo di giovani di hwarangdo venivano ben allenati con i sensi di pietà filiale, lealtà verso il regno e devozione sacrificale alla società per diventare importanti personalità del regno. Tra loro si ricordano Kim Yu-Sin e Kim Chun-Chu che diedero un grande contributo all’unione dei tre regni.
La Cronaca dell’Antica Chosun descriveva le vite dei hwarang, membri del hwarangdo: “i hwarang venivano scelti dal regno attraverso delle gare e, dopo la selezione, vivevano insieme in gruppo, appagando se stessi nell’apprendimento, nella pratica del subak (vecchia forma di Taekwondo), tirando di scherma, e cavalcando, e qualche volta praticavano vari giochi, quali la lotta libera coreana (Ssirum). In tempo di pace, i hwarang servivano per il bene della comunità, lavorando in caso di emergenza, e di costruzioni di fortezze e strade, ed erano sempre pronti a sacrificare le proprie vite in tempo di guerra.”
I hwarang erano particolarmente influenzati dalle discipline buddiste e pertanto la statua di bronzo di Ercole (un uomo di grande forza fisica), attualmente esposta al Museo di Kyongju, indica chiaramente che le arti marziali venivano praticate  a quei tempi mostrando le posizioni difensive e offensive a mani nude di un uomo forte.
Specialmente la forma di un pugno sulla statua di Kumgang Yoksa (un uomo forte) assomiglia esattamente a quella di un “jungkwon”(pugno destro) nell’odierno termine del Taekwondo. La statua mostra anche il “pyon jumock” (attacco a mano aperta) di oggi e l’uso delle gambe che si vede oggi nel Taekwondo.
È notevole anche che in tale epoca di Silla il termine “subak” (tecniche di mano) e “taekkyon” sembrano insieme significare che sia le tecniche di mano che di piede erano usate nelle arti marziali, così come è mostrato nel Taekwondo di oggi.

Così come l’arte del taekkyon fu popolarizzata a Koguryo, essa fu anche trasmessa a Silla; il ragionamento si basa sui seguenti punti:

    1. “Hwarang” (o sonrang) a Silla ha lo stesso significato della parola “sonbae” a Koguryo indicando entrambi i gruppi di giovani guerrieri dalle loro origini etimologiche.
    2. Sia hwarang che sonbae avevano le stessa organizzazione e struttura gerarchica l’una dell’altra.
    3. Secondo i rapporti storici, come i sonbae a Koguryo competevano in gare di taekkyon durante le loro feste nazionali, anche i hwarang a Silla partecipavano a giochi di taekkyon (subak, dokkyoni o taekkoni) in feste simili quali “palkwanhoe” e “hankawi”, sviluppando perciò sistematicamente le antiche tecniche di combattimento nel taekkyon (o sonbae) come la base delle arti marziali dal 200 D.C. circa. Dal quarto secolo i hwarang tennero lezioni di taekkyon come arte marziale sistematica nelle loro case di cultura per diffonderlo anche tra la gente comune, così che le loro tecniche furono rappresentate sui dipinti murali delle tombe di guerrieri antichi.

Inoltre è anche vero che il taekkyon avuto origine da Silla, fu ulteriormente sviluppato in una scuola di arte marziale con separazione delle tecniche, per es. tecniche di mano e tecniche di piede, il che può essere provato dal fatto che sia le tecniche di mano che quelle di piede sono chiaramente rappresentate nelle antiche sculture e nelle statue buddiste.

La dinastia Koryo che riunificò la penisola coreana dopo Silla e durò dal 918 D.C. al 1392 fece sviluppare il taekkyon più sistematicamente e lo rese una materia d’esame obbligatoria per la selezione dei cadetti militari.
Le tecniche e la potenza dell’arte marziale taekkyon crebbero talmente da diventare armi efficaci anche per uccidere esseri umani. Nell’esercito fu introdotta una forma di pratica collettiva chiamata “obyong-subak-hui” (gioco del taekkyon dei 5 soldati), in modo che essa potesse essere usata durante le guerra.
All’inizio della dinastia Koryo, le doti di artista marziale erano le uniche qualifiche richieste per diventare personale militare poiché il regno aveva assolutamente bisogno di capacità di difesa nazionale dopo la conquista della penisola. Un soldato semplice maestro di taekkyon fu promosso generale, e i giovani venivano invitati alle gare di taekkyon dove quelli abili erano selezionati per diventare ufficiali dell’esercito. Ci furono molti altri esempi in cui molti giovani esperti di taekkyon furono presi come ufficiali. In quel periodo già esistevano alcune norme di giudizio delle gare di taekkyon, il che prova che lo sport del Taekwondo ebbe origine in quell’epoca. La Cronaca della Dinastia Koryo recitava: “Ad una gara di potenza di tecniche di taekkyon, Lee Yi-Min colpì con il suo pugno destro un pilastro della casa, e alcuni dei sostegni del tetto tremarono. Un altro praticante di taekkyon col suo pugno penetrò attraverso un muro d’argilla.”
In particolare i re della dinastia Koryo erano molto interessati al “subakhui” (gara di taekkyon), rendendolo un corso di allenamento militare obbligatorio. Pertanto il subakhui fu anche popolare tra la popolazione perché venivano organizzate gare di subakhui ogni volta che un re andava nei villaggi a fare ispezioni.

Comunque la Dinastia Koryo nei suoi ultimi anni possedeva la polvere da sparo e nuovi tipi di armi disponibili, rallentando perciò il suo sostegno all’allenamento nelle arti marziali. Perciò il subakhui rimase un gioco popolare trasmesso come tale alla Corea moderna, Chosun.

Ai tempi moderni della Corea, che coprono la Dinastia Chosun – o Yi – (1392 – 1910), la Corea Imperiale e il Governo Coloniale Giapponese fino al 1945, il Taekwondo era chiamato più “subakhui” che “taekkyon” e soffriva la perdita di supporto ufficiale da parte del governo centrale poiché le armi per la difesa nazionale si erano modernizzate, sebbene il subakhui era ancora popolare all’inizio di Chosun.
La Dinastia Yi (Chosun) fu fondata sull’ideologia del Confucianesimo, che aveva come conseguenza il rifiuto di tutte le feste buddiste e il dare maggiore enfasi alle arti letterarie piuttosto che alle arti marziali. Nondimeno, gli Annali della Dinastia Chosun narrano storie di gare di subakhui disposte da ufficiali locali allo scopo di selezionare soldati, e altre disposte dai re che si divertivano a guardare gare di subakhui in periodi di feste. Era inoltre stabilito dal Dipartimento della Difesa che si dovesse assumere come soldato chiunque avesse vinto altri tre concorrenti in incontri di subakhui.
Comunque, dato che l’organizzazione di governo progrediva, gli ufficiali governativi incominciarono a dare più importanza alle lotte di potere piuttosto che all’interesse per la difesa, trascurando  naturalmente la promozione delle arti marziali.
Allora, fu solo nei giorni di Re Jungjo dopo la disgraziata invasione della Corea da parte dei Giapponesi (nel 1592) che il governo reale ridestò forti misure di difesa, rafforzando l’addestramento militare e la pratica delle arti marziali. Intorno a questo periodo ci fu la pubblicazione del cosiddetto Muyedobo-tongji, un libro illustrato di arti marziali, i cui 4 volumi intitolati “tecniche di combattimento di mano” contenevano le illustrazioni di 38 movimenti, somiglianti esattamente alle poomsae e ai movimenti di base del Taekwondo di oggi. Ovviamente, tali movimenti non possono essere paragonati alle poomsae del Taekwondo di oggi, che sono state modernizzate attraverso studi scientifici.
Anche durante il dominio coloniale Giapponese, alcuni famosi scrittori coreani, quali Shin Chae-Ho e Choi Nam-Sun, accennarono al Taekwondo, dicendo: “ L’attuale subak dominante a Seul veniva dal sonbae nella Dinastia Koguryo”, e “Il subak è come il taekkyon di oggi che era in origine praticato come arte marziale ma ora è soprattutto un gioco per i bambini.”

A partire dal 1909, anno dell’invasione e occupazione della Corea da parte del Giappone, fino al 1945,i Giapponesi soffocarono la cultura e le arti marziali coreane introducendo quelle giapponesi: fu assolutamente vietata la pratica delle arti marziali locali, fu anche proibito ai coreani di parlare la propria lingua (era consentito solo il Giapponese) e il proprio modo di vestire; il paese fu ribattezzato Chosen e per la Corea ed i suoi abitanti quello fu un periodo di severa repressione.Le arti marziali, però, erano riuscite a sopravvivere: venivano praticate e tramandate in segreto tra la gente, i monasteri buddisti e alcune scuole locali addestrarono molti giovani che formarono gli eserciti di resistenza o “ Eserciti di Indipendenza”, attivi durante tutta l’occupazione giapponese. L’arte marziale del taekkyondo (Taekwondo) fu segretamente tramandata solo dai maestri fino alla liberazione del paese nel 1945. Song Duk-Ki, uno dei maestri di allora, deceduto all’età di 94 anni nel 1987 affermava che il suo maestro fu Im Ho che aveva un’ottima fama per le sue eccellenti abilità nel taekkyondo, “saltando sui muri e correndo nel bosco come una tigre”.

Song Duk Ki

In quel tempo venivano usati 14 termini per le tecniche, rappresentanti 5 tecniche di calci, 4 tecniche di mano, 3 tecniche per atterrare colpendo i talloni, un tipo di calcio girato ed una tecnica di atterramento con tutto il corpo. Degno di nota è inoltre il termine “poom” che significava una posizione di faccia a faccia che preparava al combattimento. I maestri di taekkyondo erano anche sotto la costante minaccia di arresto, che doveva avere come conseguenza una decadenza del taekkyondo come gioco popolare.

Alla liberazione della Corea dal dominio coloniale Giapponese dopo la Seconda Guerra Mondiale, il popolo coreano iniziò a recuperare il pensiero di indipendenza e i tradizionali giochi folkloristici che riacquistarono la loro popolarità. Song Duk-Ki, suddetto maestro di taekkyon, presentò una dimostrazione di arti marziali davanti al primo Presidente della Repubblica di Corea Syngman Rhee in occasione del compleanno di quest’ultimo, distinguendo perciò chiaramente il Taekwondo dal Karate Giapponese introdotto dai dominatori Giapponesi.
I maestri coreani di arti marziali decisero di eliminare l’influenza giapponese. Sorsero numerose scuole (Kwan): “Chung Do Kwan”, “Moo Duk Kwan”, “Yun Moo Kwan”, “Chang Moo Kwan”, “Oh Do Kwan”, “Ji Do Kwan”, “Chi Do Kwan”, e “Song Moo Kwan”, che si unirono nel 1955 con il nome di Tae Soo Do per risolvere le questioni sorte in merito all’esigenza di ritornare alle tradizionali arti marziali coreane basate sul Taekyon e su come unificare le varie scuole e stili di arti marziali in un unico stile e sport nazionale. Esperti di arti marziali incominciarono ad aprire le loro palestre di Taekwondo in tutto il paese e dopo la fine della guerra di Corea (1950-1953), il Taekwondo fu diffuso tra le cinture nere  all’interno della nazione, inviando anche circa 2000 maestri di Taekwondo in più di 100 paesi per l’addestramento degli stranieri.Nel frattempo, era stato scelto nell’aprile del 1955 il nome di Taekwondo, per la sua somiglianza col nome Taekyon, dal consiglio dei maestri dei vari Kwan, che cominciarono ad utilizzarlo alla fine degli anni 50. Il generale Choi Hong-hi pretese che il Taekwondo fosse insegnato nell’esercito, così i primi veri studenti di Taekwondo furono soldati coreani, seguiti poi dalla polizia e dall’aeronautica. Il 1961 vide la creazione della “Korean  Taekwondo Union”, che sorse dalla fusione della “Soo Bakh Do Association” e della “Tae Soo Do Association”; nel 1962 la “Korean Amateur Sports Association” riconobbe la “Korean Taekwondo Union”, che  diventò nel 1965 la “Korea Taekwondo Association” (K.T.A). In quel momento il presidente della K.T.A. era il Generale Choi, al quale fu chiesto di fondare la ITF, quale diramazione internazionale della K.T.A. Iin seguito ad un suo viaggio per propagandare il Taekwondo in Corea del Nord, nemica della Corea del Sud, il Generale Choi cadde in disgrazia agli occhi dei Sud-Coreani, per cui si dimise da presidente della K.T.A. e fondò il 22 marzo dello stesso anno la ITF (International Taekwondo Federation), stabilendo il quartiere generale in Canada. Il Generale Choi partì poi per l’America.

Generale Choi Hong-Hi

Furono date dimostrazioni in tutto il mondo, ma ci volle un po’ prima che vi fossero veri progressi: dopo la conseguente nomina del Taekwondo come arte marziale nazionale nel 1971, fu fondato l’odierno Kukkiwon nel 1972 perché fosse usato come palestra centrale e come sede delle varie competizioni di Taekwondo. Poi un anno più tardi, il 28 maggio 1973 nacque la Federazione Mondiale di Taekwondo (WTF), che ha al momento 167 paesi membri, di cui 47 solo in Europa con circa 50 milioni di praticanti in tutto il mondo.
Nel 1973 fu organizzato il Campionato Mondiale biennale di Taekwondo e poi, l’anno successivo, il Taekwondo fu ammesso ai Giochi Asiatici come evento ufficiale.
Nel 1975 il Taekwondo fu accettato come sport ufficiale dall’Unione Americana Atleti Amatori (AAU) e ammesso anche all’Associazione Generale delle Federazioni Internazionali di Sport (GAISF), seguito dall’adozione di evento sportivo ufficiale dal Concilio Internazionale degli Sport Militari (CISM) nel 1976. Nel 1979 il Presidente della WTF fu eletto presidente della Federazione Mondiale degli Sport Non-Olimpici. La WTF divenne una federazione sportiva riconosciuta dal CIO nel 1980, rendendo il Taekwondo sport olimpico. Allora l’adozione del Taekwondo come evento ufficiale fu seguito dai World Games nel 1981, dai Giochi Pan-Americani, e finalmente dalle Olimpiadi del 2000 in Australia.

WORLD TAEKWONDO FEDERATION

La WTF, fondata il 28 maggio 1973 al meeting inaugurale con la partecipazione di rappresentative di 19 paesi, ha il suo quartier generale al Kukkiwon a Seul in Corea. Come federazione internazionale, essa controlla 160 paesi membri insieme a quattro unioni continentali di Taekwondo. Secondo l’articolo 1 delle Regole e Regolamenti WTF, il Taekwondo è il bene tradizionale della cultura coreana, e, pertanto, la WTF opera principalmente per conservare lo spirito nobile del Taekwondo e per diffondere nel modo giusto l’arte in tutto il mondo.
La WTF organizza ogni due anni i Campionati Mondiali di Taekwondo Maschili e Femminili Senior e Junior e forma gli Arbitri Internazionali tenendo Seminari di Arbitraggio Internazionale. La World Taekwondo Federation si compone del Consiglio Esecutivo con il Presidente, attualmente il Dott. Chungwon Choue, 5 Vicepresidenti, un Segretario Generale, un Tesoriere, 15 membri e 4 membri di ufficio provenienti dalle 4 unioni continentali; dirige 11 sottocomitati, inclusi il Comitato Tecnico, il Comitato Arbitrale ecc.
Ogni Paese che pratichi Taekwondo WTF possiede una federazione nazionale che opera come succursale della federazione mondiale. In Corea esiste la K.T.A. (Korea Taekwondo Association) probabilmente la federazione nazionale più grande e attiva nel mondo del Taekwondo; in Italia è la FITA che opera come unica Federazione nazionale in seno al CONI.

Il Taekwondo in Italia

In Italia il Taekwondo nasce nel 1965 grazie agli sforzi del suo attuale Presidente, Dr. Sun Jae Park e di suo fratello minore M.° Park Young Ghil, i quali da Roma e Napoli, dove iniziarono ad insegnare, introdussero il Taekwondo dapprima nelle isole, e poi nell’Italia settentrionale. La prima Federazione fu la FITKD, affiliata all’ITF del Gen. Choi, poi nel 1975, il Dr. Park decise di unirsi alla WTF, sostenuta peraltro, dal governo coreano e che, cresciuta d’importanza, di lì a poco sarebbe stata ufficializzata dal CIO (Comitato Internazionale Olimpico), il che l’avrebbe alla fine portata ai Giochi Olimpici “Sidney 2000”, dopo essere apparsa come sport dimostrativo a “Seul ‘88” e “Barcellona ‘92”. A causa del riconoscimento del CIO, tutte le federazioni nazionali dovettero, però, essere ufficializzate dal rispettivo Comitato Olimpico Nazionale – in Italia il CONI – per cui la FITKD entrò a far parte della FIKDA (Federazione Italiana Karate e Discipline Associate), riconosciuta ufficialmente tramite la FILPJ (Federazione Italiana Lotta Pesi e Judo), ed il Dr. Park, da presidente di Federazione, divenne semplice responsabile del settore Taekwondo. Questo però non durò a lungo, infatti nel 1982 la FIKDA si trasformò in FIKTEDA (Federazione Italiana Karate Taekwondo e Discipline Associate), associata alla FILPJ. Poi nel 1985 la notizia: il Taekwondo è inserito dal CIO come sport dimostrativo per le Olimpiadi di Seul in Corea del 1988, in cui la nazionale italiana conquista una medaglia d’argento con il Maestro Luigi D’Oriano di Pozzuoli. Da questo momento ha inizio la storia moderna del Taekwondo in Italia: nasce la FITAK (Federazione Italiana Taekwondo e Karate) di cui è presidente il Dr. Park. Successivamente all’assegnazione della Vicepresidenza del CIO al Dr. Kim Un Yong, presidente della WTF, nel 1992 il Taekwondo partecipa per la seconda volta alle Olimpiadi come sport dimostrativo a Barcellona, e l’Italia ottiene una medaglia d’argento e due di bronzo. Finalmente al Congresso del CIO di Parigi del 1994 il Taekwondo diviene disciplina olimpica ufficiale (seconda arte marziale dopo lo Judo), con debutto alle Olimpiadi di Sidney nel 2000. Nel 1995 la FITAK esce dalle dipendenze della FILPJ e si associa al CONI direttamente come FITA, operando attualmente con oltre 380 società affiliate e più di 17200 tesserati su tutto il territorio nazionale.

Il Taekwondo a Caserta

Il Taekwondo a Caserta ha, come del resto in Italia, una storia lunga e travagliata. Vari sono stati i tentativi per far sì che vi fosse una scuola anche in città, ma nessuno ha mai avuto grande successo fino ai nostri giorni. I primi ricordi di una scuola di Taekwondo risalgono al 1986/87 col Maestro Mario Bellerino che riuscì ad aprire una piccola palestra in una scuola di danza sotto il parco del corso, ma, forse a causa della poca visibilità e probabilmente anche per la lontananza da casa sua (il Maestro Bellerino viveva vicino Nola), le cose non andarono bene, nonostante la passione e l’impegno suoi e dei suoi allievi. In quella palestra si allevano compagni di classe e amici di un giovane Nicola Fusco, che, andato ad assistere ad una lezione, rimase talmente impressionato da quell’arte, da volerla imparare anche lui. Vivendo però in provincia di Napoli, non sarebbe stato facile raggiungere Caserta e incaricò tutti i conoscenti di trovare una scuola di Taekwondo nelle vicinanze, non sapendo che ce n’era una proprio a pochi passi da casa sua.
Solo quattro anni dopo un amico gli riferì di aver visto dei manifesti di Taekwondo di una palestra di Casoria e da quel momento incominciò ad allenarsi sotto la guida del Maestro Pinga.
Intanto a Caserta, dopo la chiusura del centro del Maestro Bellerino, durato un paio di anni, si alternavano piccole palestre che però non riuscivano ad attecchire e che repentinamente scomparivano così come nascevano. Al contrario di Maddaloni in cui invece grazie ai cugini D’Alessandro, il Taekwondo era uno sport conosciuto e affermato. Gli stessi cugini D’Alessandro provarono ad aprire società anche a Caserta, ma non ebbero lo stesso successo.
Nel 1996 Nicola Fusco raggiunse il grado di cintura nera, ed essendosi nel frattempo trasferito a Caserta, terminato il servizio militare a settembre 1997 iniziò a cercare una palestra in cui insegnare. Dopo molte ricerche senza successo, finalmente i primi di ottobre riuscì a trovare un po’ di spazio alla palestra Busen, nota proprio per essere un centro molto propenso alle arti marziali e iniziò con 4 allievi, due dei quali provenienti dal Karate. In pochi mesi l’interesse per il Taekwondo crebbe insieme al numero degli allievi, ad aprile l’allora allenatore Fusco si spostò insieme a tutti i suoi atleti nel Centro Sportivo Emilio Baumann di via S. Antida in cui aveva più spazio e dove restò per due anni. Nel 2000 a causa di un cambio gestione ebbe luogo un altro trasloco, stavolta a via Roma alla Silhouette Club Contourelle, che da quel momento iniziò con le arti marziali. Da allora in poi il Taekwondo crebbe di popolarità, i corsi si riempivano di grandi e bambini che ad ogni competizione portavano a casa sempre più medaglie.
Ad aprile 2003 l’ultimo spostamento in un centro fitness: la palestra di via Roma, iniziava ad avere dei problemi, per cui il trasferimento fu inevitabile. La sede scelta stavolta fu quella in cui la collaborazione è durata ben 12 anni: il Centro Sportivo Easyfitness, ex Benefit Club, una struttura di oltre 1500 metri quadrati con una sala di 100 mq dedicata esclusivamente al Taekwondo. Un connubio quello tra il Taekwondo Caserta e il centro fitness che ha dato modo alla società del Maestro Fusco  di crescere ulteriormente fino ad arrivare a oltre 100 atleti di media all’anno.
Paradossalmente anche una sala così grande iniziava a diventare piccola e allora la svolta: d’accordo con i proprietari del centro sportivo che per tanto tempo li ha ospitati, il Maestro Fusco decide di trovare un locale da dedicare esclusivamente al Taekwondo e alle arti marziali, e l’occasione si presenta nel settembre 2015 all’interno della struttura provinciale dello Stadio del Nuoto. Taekwondo Caserta e CUS Caserta si uniscono in una società per dar vita alla Palestra UniCa una struttura – come dice il nome – UNICA nel suo genere, ideata e organizzata per offrire il meglio delle arti marziali a Caserta. Il risultato è una sala di circa 140 mq e sempre oltre 100 iscritti ogni anno costantemente tra i primi classificati in tutte le competizioni. E la storia continua….