Le forme

LE FORME

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Per capire le forme bisogna ritornare alle origini del Taekwondo: nei periodi di pace c’era ancora il bisogno di praticare le tecniche di combattimento, ma la situazione era alquanto differente paragonata al campo di battaglia; la forma era necessaria per eseguire le tecniche occorrenti in guerra, ma difficili da applicare durante l’allenamento. Le Poomsae sono delle forme precise in cui vengono usate tutte le tecniche senza il partner: tutti gli avversari sono immaginari; vengono effettuati dei movimenti in linea basati sulle tradizionali idee orientali per i nomi di ogni Poomsae. I praticanti possono imparare tecniche offensive e difensive contro avversari immaginari; a seconda dell’abilità degli studenti (indice è il colore della cintura) si pratica la forma appropriata ed ogni nuova forma è più difficile di quella precedente.
Attraverso la pratica delle forme si possono applicare tecniche di mano e di piede ed i cambiamenti di posizione imparati nelle tecniche di base, che sono poi adattabili al combattimento reale. Le forme hanno, per giunta, l’effetto di migliorare la flessibilità del corpo e rendere abili nel controllare la forza, l’equilibrio, la respirazione, lo sguardo e la concentrazione dello spirito ed inoltre quello di coltivare lo spirito dell’arte marziale attraverso la disciplina mentale.
Una forma di Taekwondo comprende varie posizioni, ognuna delle quali con la sua peculiare natura, ma allo stesso tempo ognuna si fonde con l’altra; ogni forma si compone di una serie prestabilita da venti a quaranta differenti tecniche di Taekwondo interconnesse disposte in una serie di movimenti di difesa, contrattacco e attacco che devono essere eseguiti in una sequenza precisa: parare, dare pugni, colpire, attaccare e calciare sono tra le tecniche delle forme del Taekwondo, portate correttamente con mani, pugni, piedi, gomiti, ginocchia ecc. ai punti vitali del corpo o al bersaglio a cui sono diretti, e le posizioni di conseguenza cambiano in passi lunghi o corti, posizione del cavaliere o passo della tigre ecc. a seconda di quello che richiede la situazione. Attraverso la pratica di tali movimenti gli studenti imparano le tecniche del Taekwondo dalle più semplici alle più complesse: la cintura nera deve conoscere i primi 8 Taeguk. Le forme hanno origine dal libro oracolo cinese “I Ching” e si dividono in Palgwe (1-8), Taeguk (1-8), e Hyung (forme superiori) distinte in Koryo, Keumgang, Taeback, Pyongwon, Sipjin, Jitae, Cheunkwon, Hansoo ed Ilyeo.

LA BANDIERA COREANA – T’aeGuk-Kikorea

Il significato della Bandiera nazionale coreana è molto filosofico: l’origine deriva dalla filosofia orientale chiamata “Eum-Yang”, in Cinese “Yin-Yang”; in Corea il simbolo di “Yin e Yang”, e talvolta la bandiera stessa, sono chiamati Taeguk, e riassumono i pensieri dell’I Ching, detti “Yeok” in Coreano. Il nome significa la bandiera dei “Grandi Estremi”: il pensiero centrale è la perfetta armonia ed equilibrio, un movimento continuo entro la sfera dell’infinito, che ha come conseguenza una unità. I quattro trigrammi agli angoli (chiamati “Gwe” in Coreano), rappresentano anch’essi il concetto degli opposti e dell’equilibrio: i trigrammi sono il cielo (in alto a sinistra) ed all’angolo opposto la terra, l’acqua (in alto a destra) ed all’angolo opposto il fuoco. Si può notare come anche i simboli dei trigrammi siano esattamente opposti: tre linee intere per il cielo contro tre linee spezzate per la terra, una linea spezzata al centro e due linee intere all’esterno per il fuoco, contro due linee spezzate all’esterno ed una intera al centro per l’acqua.
Per il popolo coreano la Bandiera T’aeGuk-Ki è fonte di orgoglio ed ispirazione, infatti, durante il periodo dell’occupazione giapponese, la bandiera coreana fu bandita nei luoghi pubblici e per circa 35 anni le bandiere T’aeGuk furono tenute nascoste fino al giorno della liberazione nel 1945. La Bandiera coreana è stata un simbolo della lotta di questo Paese per la sua indipendenza e la sua libertà.
Il più vecchio simbolo “Yin-Yang”, tracciato nella pietra, fu trovato in Corea. Alla fine del 19° secolo, la Corea aveva bisogno di una bandiera propria e si dice che Young-Hyo Park ne suggerì il primo concetto. In quel periodo, la Corea era sotto l‘influenza di molti colonizzatori, quali Giapponesi, Cinesi e Russi.

Significato delle forme

TAEGUK: la parola comprende due termini cinesi: “Tae” che significa grandezza, e “Geuk” che significa eternità e vuole rappresentare la più profonda filosofia orientale, da cui derivano le visioni filosofiche di universo e vita, che non hanno forma, né inizio, né fine, ma nondimeno ogni cosa è compresa e trae la sua origine in Taeguk. Da Taeguk derivano 8 principali concetti filosofici, ognuno dei quali è rappresentato dal suo rispettivo carattere cinese. Sono numerati da 1 ad 8, ognuno ha il suo significato simbolico, in base al concetto rappresentato e sono disposti in cerchio, ognuno di fronte al suo opposto e complementare. Le coppie sono: Keon/Kon, Tae/Kan, Ri/Kam e Jin/Seon.

PALGWE: simboleggiano gli 8 trigrammi (8=pal, trigramma=gwe). Fino a quando non sono state sostituite dai Taeguk costituivano le forme ufficiali. Rappresentano un altro concetto fondamentale dell’antica filosofia orientale, cioè tutti i fenomeni dell’uomo e dell’universo.

I simboli dei Taeguk e delle forme superiori rappresentano le linee su cui muoversi nell’esecuzione della forma stessa: la linea intera significa che le due tecniche per lato vengono effettuate in movimento (due passi), quella spezzata che una delle due (la seconda) si esegue sul posto. Durante ogni forma si dovrebbe tendere ad interpretare il corrispondente “Gwe” della stessa ed esprimerlo completamente.

I Taeguk

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 cieloPOOMSAE TAEGUK IL JANG – N° 1: KEON – CIELO
(Sud, Padre) Il primo Taeguk costituisce l’inizio di tutte le forme;  Keon è la forza creativa che abita in tutte le forme materiali, è potente ed aggressiva ed il trigramma rappresenta il cielo e la luce (Yang). Il cielo ci dà la pioggia e la luce permette a tutte le cose di crescere, per cui Keon è l’inizio di ogni cosa sulla terra e la causa della sua creazione. Dal 1° Taeguk discendono tutti gli altri e con questa forma si imparano i movimenti di base per poter eseguire tutte le altre. Tutti i movimenti fondamentali si trovano nel 1° Taeguk e solo eseguendoli perfettamente, si potrà andare avanti nel Taekwondo. Essa consiste dei movimenti fondamentali quali passo corto (ahp seohgi) nelle linee orizzontali, passo lungo (ahp koobi) andando in avanti o indietro, parata bassa (ahre makki), parata media (momtong makki), parata alta (eolgul makki), pugno medio (momtong jumeock jirugi) e calcio frontale (ahp chagi), in virtù dello spirito preparatorio che questa forma ha nei confronti delle successive.
Il concetto da tenere bene in mente nell’esecuzione del 1° Taeguk è quindi quello che da esso tutto discende e che questa forma deve essere eseguita con la grandezza del Cielo.

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 POOMSAE TAEGUK EE JANG – N° 2: TAE – LAGO

(Sud est, Figlia minore) Applica il principio di “Tae”: la felicità, che si manifesta attraverso una mente limpida e rilassata piena di pensieri positivi. E’ questo uno stato in cui la mente è ferma e appare tranquilla così che prevalgono il sorriso e la virtù; di conseguenza le azioni di questo Taeguk devono essere eseguite dolcemente, con scioltezza e fluidità ma con forza. Tae ha una natura spiritualmente esaltante, ma non aggressiva, anzi serena e tranquilla, simboleggiata dal lago.
In questa forma ai passi corti seguono i lunghi nelle linee orizzontali continue come a voler simboleggiare la profondità via via crescente del lago, gli attacchi e le parate sono ancora quelli fondamentali del 1° Taeguk a cui si aggiunge il pugno alto (eolgul jumeock jirugi) e aumentano le tecniche di calcio frontale che troviamo sia lungo la seconda linea orizzontale che in verticale prima della conclusione del Taeguk.

 

 

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fuoco POOMSAE TAEGUK SAM JANG – N° 3: RI – FUOCO

 (Est, Seconda Figlia) Il fuoco contiene una grande energia: si esprime attraverso l’entusiasmo nell’esecuzione. Il fuoco dà luce, calore, entusiasmo e speranza; ha aiutato l’uomo a sopravvivere, ma, allo stesso tempo, è stato causa di catastrofi. I movimenti di questa forma devono emulare le qualità del fuoco di energia guizzante, di andatura e linea imprevedibile e di quiete seguita da grande eccitazione e passione. Questa forma, di conseguenza, deve essere eseguita ritmicamente, con alcuni scoppi di energia, con varietà e passione in modo da ottenere scatto nell’esecuzione degli attacchi: i movimenti associati a questa forma richiedono variazioni di velocità e di forza.
Nuove tecniche fanno la loro apparizione: doppio pugno medio (momtong doobeon jumeok jirugi) che segue la parata bassa e il calcio frontale: combinazione che ricorda proprio lo scoppiettare del fuoco, l’attacco di mano aperta (ahn sonnal chigi) e la parata media a mano aperta (ahn sonnal makki) eseguita insieme ad un nuovo passo con appoggio sulla gamba posteriore (dwi koobi). Le tecniche di calcio prevedono ancora solo calci frontali molto dinamici e veloci, combinati con parate e pugni, sempre per dare la sensazione del fuoco che il 3° Taeguk rappresenta.

 

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 POOMSAE TAEGUK SAH JANG – N°4: JIN – TUONO

(Nord est, Figlio maggiore) Il principio Jin simboleggia il tuono (rumore senza sostanza), ed è espresso come coraggio e risolutezza. Il tuono viene dal cielo ed è assorbito dalla terra, esso è una delle più potenti forze della natura; il tuono e il lampo sono oggetto di paura e timore, ciò significa che bisogna agire con calma e coraggiosamente anche al cospetto del pericolo e della paura: questo è ciò che va considerato nell’esecuzione di questo Taeguk. Poiché il Taekwondo è costituito esclusivamente di azioni virtuose, questa forma esprime la paura ed il timore nell’unico modo consentito dalla virtù: stoicamente, come un temporale passeggero che nutre l’anima, la virtù trasforma la paura in coraggio. Questa forma contiene molte posizioni che manifestano calma e forte equilibrio, come parate in combinazione con attacchi, e calci frontali che richiedono all’esecutore di calciare con forza, e di recuperare immediatamente la posizione.
Tecnicamente il 4° Taeguk presenta molte novità che già dai movimenti iniziali possono essere percepite: la doppia parata a mano aperta (sonnal makki) che precede l’attacco con le dita (pyeonson keut jirugi); l’attacco a mano aperta combinato alla parata alta (jebipoomok chigi) – letteralmente vuol dire “attacco del volo della rondine” – che evidenzia la somiglianza del movimento di preparazione alla tecnica (il caricamento) con il volo di una rondinella, aumentano di numero le posizioni di dwi koobi e fa la sua comparsa il pugno dato con il dorso della mano (deung jeumok jirugi) ma soprattutto i 2 calci laterali (yeop chagi) consecutivi, che sembrano simboleggiare nella loro esecuzione il fulmine che segue il tuono

 

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 POOMSAE TAEGUK OH JANG – N° 5: SEON – VENTO
(Sud ovest, Figlia maggiore) Il principio Seon simboleggia il vento (sostanza senza rumore, che si contrappone al tuono – rumore senza sostanza), che cambia direzione e forza senza avvisare; il vento è una forza leggera e delicata come la brezza, ma può talvolta essere devastante come l’uragano distruggendo ogni cosa sul suo corso. Per questo motivo il principio della forma è quello dei contrasti: i movimenti morbidi che contrastano quelli violenti. Seon comprende le caratteristiche del vento: leggero e forte, cedevole e penetrante, rilassante e distruttivo, invisibile e tuttavia evidente. Il concetto di Seon è di una natura delicata, ma pura, senza intenti malvagi; è un modo di essere: il modo di essere come il vento. Mentre esistono tipi di vento violenti, quali tifoni, uragani e tornado, la natura del vento è delicata; questo Taeguk deve essere eseguito come il vento: dolcemente, ma conoscendo la capacità di distruzione di ogni singolo movimento. Tali diverse manifestazioni di una sola essenza vanno bilanciate in tutte le azioni di questa forma.
Nel 5° Taeguk le tecniche sono tutte molto ampie per dare l’impressione del vento che soffia: già all’inizio dopo una parata bassa su posizione di passo lungo la tecnica di pugno a martello (me jumeok naeryochigi) sembra nella sua esecuzione una raffica di vento che travolge e spazza ogni cosa al suo passaggio. Le parate e gli attacchi con dorso del pugno sono sferzate di vento, rapide e micidiali, i passi sono lunghi o in appoggio su gamba posteriore (dwi koobi). Le nuove tecniche sono gli attacchi gomito (palkoop chigi) da fermo e successivamente ad un calcio laterale con pugno che serve ad afferrare la testa dell’avversario su cui scaricare l’attacco di gomito. Il Taeguk si conclude con un attacco di dorso di pugno leggermente saltato in una posizione molto elegante di koa seogi in cui le gambe sono incrociate con lo stinco della destra che tocca il polpaccio della sinistra

 

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acqua POOMSAE TAEGUK YOOK JANG – N° 6: KAM – ACQUA

(Ovest, Secondo Figlio) Il simbolo del 6° Taeguk è Kam, acqua, il nutrimento vitale. L’acqua è liquida e senza forma, ma non perde mai la sua natura; scorre e assorbe tutte le cose. La pietra lanciata nel lago affonda senza resistenza, lasciando l’acqua calma, ma allo stesso tempo l’acqua riesce a smuovere una montagna. L’acqua simboleggia il fluire perpetuo e la flessibilità estrema. Non esiste nulla che l’acqua non possa superare, e quando affronta ostacoli insormontabili, essa aspetta pazientemente. I movimenti di questa forma devono essere eseguiti come l’acqua, con fluidità e la sensazione che ogni azione è esattamente quella richiesta per superare la situazione in quel particolare istante: a volte restando tranquilli come l’acqua del lago, a volte in un crescendo e impetuosi come un fiume in piena.
Le parate hanno, in questo Taeguk, un ruolo fondamentale per le tante novità inserite. La prima nuova parata si effettua con l’avambraccio esterno (momtong bakkat makki) dopo un movimento che assomiglia a quello delle onde: calcio frontale in avanti con ritorno indietro. Subito dopo troviamo una parata media con taglio di mano controlaterale (ahn sonnal bitureo makki) che precede il calcio circolare alto (eolgul dollryo chagi), e la parata alta di avambraccio esterno (eolgul bakkat makki), il tutto con l’impeto del fiume in piena che poi ritorna calmo con una doppia parata bassa (ahre hechyo makki) effettuata lentamente. Altra particolarità del 6° Taeguk è che il kihap si effettua sul secondo calcio circolare e non alla fine come visto fino ad ora nelle altre forme. Infine le parate medie finali portate col palmo della mano (batangson momtong makki) seguite dal pugno rappresentano ancora una volta la fluidità dell’acqua che cheta arresta l’irruenza, e diventa travolgente nel contrattacco

 

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 POOMSAE TAEGUK CHIL JANG – N° 7: KAN – MONTAGNA

(Nord ovest, Figlio minore) Il simbolo del 7° Taeguk è Kan, la montagna, Kan significa “fermata all’apice” ed è di solito simboleggiata dalla montagna immobile: bisogna andare avanti quando ce n’è bisogno e fermarsi quando è richiesto, sempre al momento appropriato. La montagna rappresenta la stabilità, lo spirito immutabile e la forza maestosa. La montagna non si muove mai; l’uomo dovrebbe apprendere la stabilità della montagna e non agire in modo frettoloso. Sebbene le azioni veloci sembrano belle, bisognerebbe capire dove e quando fermarsi. Questa forma riflette la necessità di combinare movimenti e non-movimenti in risposta ad un attacco. Il passo della tigre (beom-seogi), in cui la maggior parte del peso sta sulla gamba posteriore, esprime tale particolare stabilità, e concede libertà di movimento. Molte parate nel 7° Taeguk si riallacciano alle ultime della forma precedente, anche se in alcuni casi eseguite in maniera leggermente differente come nel caso della parata di palmo di mano rinforzata (batangson momtong geudereo makki). Troviamo ancora la doppia parata bassa con taglio di mano (sonnal ahre makki) e soprattutto la parata a forbice (gawi makki) preceduta da un pugno coperto (bo jeumok) in posizione di piedi uniti (moa seogi), la doppia parata media (momtong hechyo makki) e quella bassa incrociata (eotglyo ahre makki). Negli attacchi le novità sono nel doppio pugno simultaneo allo stomaco (dujumeok jecho jirugi) in posizione koa seogi, nell’attacco di dorso di pugno verso l’esterno (deung jeumok bakkat chigi), nell’attacco di ginocchio (moreup chigi), il calcio esterno-interno (anhooryo chagi) e nel pugno laterale medio (momtong yeop jumeok jirugi) alla fine della forma in posizione del cavaliere (juchum seogi). Posizioni e tecniche che rispecchiano e ricordano la solidità e la stabilità della montagna a cui la forma si riferisce.

 

8 8

 

terra POOMSAE TAEGUK PAL JANG – N° 8: KON – TERRA

(Nord, Madre) Kon simboleggia la Terra, da cui tutto sorge, matura e muore: le cose prendono vita da Kon, crescono in essa, ne traggono energia senza limiti e ad essa ritornano; essa è completamente recettiva.  Il trigramma di questa forma è Yin: la fine dell’inizio, la parte cattiva di tutto ciò che è buono. La terra è dove la forza creativa di cielo e luce (Keon) si realizza in forma fisica, abbraccia e fa crescere ogni cosa. L’8° Taeguk è l’ultima forma prima della cintura nera, ed è una fine che rappresenta un nuovo inizio: la fine di un cerchio che è l’inizio di un altro. Arrivati a questo stadio gli obiettivi da raggiungere sono la perfezione delle tecniche di base del Taekwondo e la maturità del carattere. Essendo l’ultimo da imparare, questo Taeguk rappresenta un cerchio che si chiude; è una fine che costituisce un nuovo inizio. E’ una revisione di tutte le tecniche e i concetti trovati nelle forme precedenti ed è la base per lo studio delle forme più avanzate. Le nuove tecniche sono il doppio calcio in volo (doobaldangseong ahpchagi), la doppia parata bassa e alta (santul makki), l’uppercut (ci jireugi); mentre molte sono le variazioni alle tecniche già conosciute, come la doppia parata rinforzata media (godureo momtong bakkat makki) e bassa (godureo ahre makki).

Le forme superiori

Koryo

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E’ il nome di un’antica dinastia coreana, da cui deriva anche il nome inglese di Korea; dinastia famosa per lo spirito prode della sua gente con cui respinsero l’aggressione dei Mongoli. Il Koryo si basa sullo spirito di Sonbae (Sonbi) che fu tramandato dalla dinastia Koguryo a quella Koryo e che era caratterizzato da una forte arte marziale ed onesto spirito di scolaro. Le linee dei movimenti del Koryo rappresentano il carattere cinese Sonbae, uomo virtuoso.

 

Kumgamg

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Il significato originario della parola è “essere troppo forte per essere rotto”, oppure diamante, che è il simbolo della durezza o della indistruttibilità. Anche nel Buddismo, ciò che può interrompere qualsiasi dolore della mente con la combinazione di saggezza e virtù si dice “Keumgang”. La parola deriva dal Monte Keumgang in Corea, simbolo di solidità considerato il centro dello spirito nazionale. I movimenti della forma sono belli come il Keumgang-san (la montagna) e forti come il Keumgang-seok (il diamante). Poomse Keumgang, pertanto, va eseguita con la maestosità, grazia e il forte spirito di Keumgang, energicamente e con grande equilibrio. Le linee dei movimenti simboleggiano il carattere cinese della montagna.

 

Taebek

 

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E’ questo l’antico nome del luogo vicino al Monte Baekdoo (la più alta montagna di Corea) dove il leggendario Dangun fondò una nazione per la prima volta nella penisola di Corea circa 4300 anni fa. Poomsae Taebaek trae i suoi movimenti dalla parola Taebaek che vuol dire “essere rispettato come sacro” e “chiarezza”. Le linee di movimento seguono il carattere cinese che significa “ponte tra cielo e terra“. Ciò sta a indicare che gli esseri umani, creati per ordine del Cielo, sono messaggeri tra i 2 mondi. Ogni movimento di questa forma deve non solo essere preciso e veloce, ma anche essere eseguito con determinazione e durezza.

 

Pyongwong

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Significa “pianura o vasto campo”; la pianura è fonte di mantenimento della vita umana e, d’altra parte, una grande pianura aperta che si estende senza fine dà una sensazione di maestosità diversa da quella che si prova con una montagna o con il mare. Poomsae Pyongwon è un’applicazione nel Taekwondo del dono della pianura benedetta dall’abbondanza e dalla grazia nonché dalla vastità sconfinata. La posizione iniziale della sovrapposizione delle mani richiede la concentrazione dell’energia nel Danjun, origine di tutta la forza, molto simile al concetto che la terra sia la fonte di forza della vita. La linea dei movimenti simboleggia l’origine e la trasformazione della pianura.

 

Sipjin

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La parola Sipjin deriva dal principio della longevità; esistono 10 entità naturali simboli di lunga vita: sole, luna, montagna, acqua, pietra, albero di pino, erba dell’eterna giovinezza, tartaruga, cervo e gru. Questa forma indica che l�umana longevità deriva da tali eterni elementi della natura. Sipjin in effetti vuol dire “sistema decimale” che sta per la figura simbolica del 10 che significa sviluppo senza fine e crescita in ordine sistematico: stabilità. Le linee di movimento rappresentano il carattere cinese dieci, che a sua volta sta per la natura infinitamente moltiplicativa del sistema decimale e dell’infinito sviluppo delle forme di vita in natura. Nel Taekwondo il numero 10 è segno di evoluzione e crescita alimentata sistematicamente secondo le regole e la disciplina dell’arte.

 

Jitae

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Jitae significa “uomo sulla terra che guarda il cielo”. Essa rappresenta le varie attività umane, in particolare le difficoltà che si fronteggiano dalla nascita alla morte. Secondo la filosofia orientale tutte le cose viventi vengono dalla terra e ritornano alla terra (Jitae deriva dal significato di terra), in quanto la terra è origine e fine della vita. Dalla terra acquisiamo energia e vigore per la vita, rafforziamo il nostro corpo; quando il corpo diventa forte la mente è in armonia. Le cose viventi e i fenomeni naturali hanno origine principalmente dai cambiamenti e dalla forma della terra. Poomsae Jitae consiste nei movimenti che applicano tali caratteristiche della terra. Le linee di movimento simboleggiano un uomo che sta sulla terra che si prepara a levarsi verso il cielo.

 

Chonkwon

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Significa letteralmente Pugno Celeste o Potere Celeste; dai tempi antichi gli orientali hanno sempre creduto e adorato il cielo come sovrano dell’universo e degli esseri umani. La sua natura infinita indica creazione, mutamento e completamento. Secondo la mitologia coreana, l’antenato fondatore del popolo coreano si chiamava Hwanin. Questi si stabilì in un luogo meraviglioso per diffondere pensieri e azioni meravigliose. Pertanto Cheonkwon sta ad indicare la leggenda dei padri fondatori della Corea. Le linee di movimento simboleggiano un uomo che discende dal Cielo sulla Terra.

 

Hansoo

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Poomsae Hansoo, deriva dalla parola acqua, che è la fonte di sostentamento e crescita ed è particolare per la sua fluidità ed adattabilità, Così come l’acqua forma fiumi e mari da una sola goccia, Hansoo simboleggia la nascita di una vita seguita dalla crescita, forza, debolezza, armonia, nobiltà, e adattabilità di una vita. La forma va eseguita con fluidità e forza armoniosa. Le linee di movimento rappresentano il carattere cinese “acqua”.

 

Ilio

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Significa l’essere Uno; nel Buddismo lo stato di sublimità spirituale si dice essere Ilyeo (uno), in cui corpo e mente, io (soggetto) e tu (oggetto), spirito e sostanza sono unificati nell’Uno. e’ questo un concetto formulato dal grande monaco Wonhyo della Dinastia Silla. Wonhyo fu uno dei principali intellettuali, scrittori e insegnanti della tradizione buddista coreana. La sua filosofia include l’esperienza dell’illuminazione conscia, il concetto che ogni cosa nell’universo, un punto, una linea o un cerchio, alla fine diventano uno. Poomse Ilyo rappresenta l’armonizzazione di corpo, mente, spirito e sostanza, che è il culmine della pratica marziale. È questo un concetto che inizia già dal primo movimento di pugno coperto e piedi uniti. L’ideale ultimo del Taekwondo risiede in questo stato di Ilyeo; la meta ultima che persegue il Taekwondo è una disciplina in cui si concentra attenzione su ogni movimento, sbarazzandosi di tutti i pensieri e le ossessioni terrene. Le linee di movimento seguono il segno buddista, che indica uno stato di perfetta umanità in cui origine, sostanza e beneficio confluiscono.